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Security Manager : Master Università di Roma Tor Vergata
UNI 10459:1995 "Funzioni e profilo del professionista della security aziendale"

Security Manager :
Mariano Bizzarri Ollandini e Alessandro Bargagna

Definisce le funzioni essenziali e il profilo del professionista della security aziendale. E applicabile per la valutazione e la qualificazione di tale professionista e per gli esami periodici tendenti a verificare il mantenimento della sua professionalità nel tempo.

Istituti di vigilanza: dalla sinergia di norme e leggi i requisiti e la qualità del servizio

Nelle scorse settimane è stato pubblicato il Decreto 1 dicembre 2010, n. 269 del Ministero dell’Interno che disciplina le caratteristiche minime del progetto organizzativo e i requisiti minimi di qualità degli istituti di vigilanza e di investigazione privata.
Nell’aprile 2010, detto Ministero aveva richiesto formalmente all’UNI di fornire il proprio parere tecnico circa tale importante ed innovativa attività legislativa, chiedendo una valutazione della bozza di Decreto prima che questo pervenisse al Consiglio di Stato.

UNI ha dunque fornito il proprio parere nel giungo scorso, avvalendosi dell’expertise proprio dell’organo tecnico competente, ossia il GL 5 "Organizzazione e gestione della sicurezza" afferente alla Commissione Tecnica "Sicurezza della società e del cittadino".
La collaborazione tra UNI e il Ministero ha permesso il corretto coordinamento tra norme e leggi, rendendo omogenei gli aspetti terminologici, verificando la compatibilità dei requisiti regolamentari e volontari e inserendo in ambito cogente i riferimenti corretti e più aggiornati alle norme tecniche nazionali ed europee.

Nel testo del decreto i riferimenti all’UNI e alle singole norme tecniche sono numerosi e puntuali.
Ad esempio, all’articolo 3 (“Requisiti e qualità dei servizi”) punto 2 lettera J, là dove si parla di “Deposito e custodia valori”, si specifica che tale servizio è ritenuto idoneo qualora sistemi e impianti siano realizzati “in conformità alle norme UNI/CEI, CEN/CENELEC applicabili”.

L’Allegato A, al punto 4.1.2, a proposito delle centrali operative cita invece la norma UNI 11068:2005 “Centrali di telesorveglianza - Caratteristiche procedurali, strutturali e di controllo” (“… e successivi aggiornamenti ed eventuali successive modifiche o integrazioni …”).
Al punto 4.2 si fa inoltre riferimento alla necessaria “certificazione di qualità UNI 10891:2000 ‘Servizi - istituti di vigilanza privata – Requisiti’ e successivi aggiornamenti”.

Anche per quanto concerne i dispositivi di protezione individuale, che devono essere in dotazione alle guardie, essi devono essere “conformi ai requisiti essenziali di sicurezza definiti nelle Direttive Europee pertinenti e relative norme armonizzate o comunque alle normative UNI/CEI,CEN/CENELEC applicabili”.

Per quanto concerne la qualificazione professionale, all’Allegato B punto 1 si specifica che per determinate tipologie di istituti (di “livello dimensionale 4”, cioè servizi che comportano un impiego di guardie giurate superiore a 100, in specifici ambiti territoriali), “almeno una figura tra il titolare della licenza, l'institore e il direttore tecnico deve possedere il profilo professionale UNI 10459:1995 'Funzioni e profilo del professionista della security aziendale'”.
Il decreto – pubblicato sul Supplemento Ordinario della Gazzetta ufficiale n. 36 del 14/2/2011 – è un ottimo esempio di proficua collaborazione e complementarità tra attività legislativa e normazione tecnica volontaria: un obbiettivo a cui tendere con sempre maggiore determinazione.